A meta’ del ponte

Sto camminando.
Arrivato a metà del ponte mi fermo sotto il secondo lampione spento.
Mi giro verso sud, verso gli appennini. Non li vedo, ormai il cielo è nero e punteggiato da una sola stella, ma so che sono là.
Quasi mi chiamano.

Una leggera brezza mi arriva in faccia. Socchiudo la bocca e provo ad assaggiare gli odori che trasporta oltre al poco di fresco dopo una giornata afosa. Pistacchio, limone e pesca; gli unici sapori che sento sono quelli dei gusti del gelato che ho appena mangiato.
Alle mie spalle so che il torrente prosegue verso la pianura. Su un suo lato le colline declinano lentamente verso il piattume oltre la pedemontana; solo il castello illuminato sembra volersi ancora ergere sopra tutto e tutti.

Mi appoggio con i gomiti sulla balaustra e osservo.
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Cambiamenti – I dolori e la mente

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#Diariodibordo, Data terrestre 25 marzo 2017

Camminare per sentieri di montagna in completa solitudine è una esperienza rilassante e sconfortante insieme.

La tranquillità e i silenzi interrotti solo dai suoni nascosti tra le piante permette di staccarsi del contesto per lasciare i pensieri liberi di vagare. Continua a leggere

I perché di una scelta

Il mestiere più difficile è quello del genitore.
La frase, spesso abusata, sigilla una realtà concreta. Continua a leggere

Iniziare a rinascere

Sole. Caldo.

Pedalo la mia Ibis lungo sentieri che conosco benissimo e che dovrei affrontare con molta meno fatica. Ma il mio corpo non risponde come vorrei, da mesi non lo fa. Sicuramente è solo l’essere alla prima uscita in mtb dopo mesi. Deve esserlo, stavolta.

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Invidia …

Invidia

2 commenti
Andrea Ferrari…‪ e ti “invidio” per questo. anche se la parola è grossa e sbagliata perché in realtà sono felice per te, per voi ….. mi fa riflettere…
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Fausto Accorsi‪ Un giorno se vorrai mi spiegherai le tue riflessioni! Magari domani sera di persona!!

“allora, ti va di dirci cosa ti fa riflettere?”

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“Papà, non riesco a dormire”

“Papà, non riesco a dormire”.
Quante volte l’ho sentito dire da mio figlio nelle notti che sono trascorse da gennaio sino a giugno in questo 2014?
Tante.
Troppe.
Quante volte gliele ho sentite dalla fine della scuola a venire a settembre. Nessuna.
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Bisogna essere sempre ubriachi …

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“Bisogna essere sempre ubriachi.
Tutto sta in questo: E’ l’unico problema.
Per non sentire l’orribile fardello del tempo.
Del tempo che rompe le vostre spalle
e vi inclina verso la terra,
bisogna che vi ubriacate senza tregua.
Ma di che? di vino, di poesia o di virtù,
a piacer vostro. Ma ubriacatevi.
E se qualche volta sui gradini di un palazzo,
sull’erba verde di un fossato,
nella mesta solitudine della vostra camera,
vi risvegliate con l’ubriachezza già diminuita o scomparsa,
domandate al vento, all’onda alla stella all’uccello all’orologio,
a tutto ciò che fugge a tutto ciò che geme
a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta
a tutto ciò che parla, domandate che ora e’;
Ed il vento, l’onda, la stella, l’uccello, l’orologio vi risponderanno
“E’ l’ora di ubriacarsi !”
Per non essere gli schiavi martirizzati del tempo, ubriacatevi;
Ubriacatevi senza smettere!
Di vino di poesia o di virtù, a piacer vostro.
(Charles Baudelair)”

So long
Andrea