I perché di una scelta

Il mestiere più difficile è quello del genitore.
La frase, spesso abusata, sigilla una realtà concreta. Continua a leggere

“ZeroZero – L’infinito” – audiovisivo corto

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.

(Giacomo Leopardi)

Come scritto in altro articolo, Il progetto fotografico che chiamo “ZeroZero” il cui nome è chiaro riferimento al numero del sentiero CAI di crinale, che unisce il Passo della Cisa con il Passo del Lagastrello, lo sto ragionando in varie forme di rappresentazione.

Oltre al portfolio fotografico, e ad una versione di audiovisivo più semplice nella sua struttura, questa seconda costruzione vuole essere una lettura più personale e intima. Continua a leggere

“ZeroZero – Solo per i miei occhi” – Audiovisivo

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Il progetto fotografico che chiamo “ZeroZero” il cui nome è chiaro riferimento al numero del sentiero CAI di crinale, che unisce il Passo della Cisa con il Passo del Lagastrello lo sto ragionando in varie forme di rappresentazione.

Oltre al portfolio fotografico, ossia un gruppo omogeneo e con una “storia” di immagini stampate, l’ho ragionato da subito anche come nella struttura dell’audiovisivo, che ho realizzato in due versioni. Continua a leggere

“ZeroZero – Solo per i miei occhi” – portfolio

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… “Ognuno di noi attraversa periodi in cui gli riesce difficile vedere del buono nei cambiamenti e nel non riuscire a fare ciò che vorrebbe.  Quando succede a me, tutto ciò che mi circonda perde colore, sbiadisce, come se il quotidiano smettesse di essere tale ma lo vivessi come un ricordo.
In mezzo a tutto questo grigio, si aprono momenti in cui riesco ad accettare, apprezzare e vivere con leggerezza il presente.
A volte sono attimi fugaci, a volte mi accompagnano per giornate e in quel tempo tutto quello che mi circonda torna ad essere a colori assumendo sfumature che non so se sono reali, magari lo sono
“Solo per i miei occhi” ….

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“Aikido in 11 foto” – audiovisivo di Andrea Ferrari

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Quando nell’estate del 2014 Nicola mi chiese di fargli praticare un’arte marziale, rimasi inizialmente basito perché, conoscendolo, non avrei poi creduto che avrebbe poi frequentato conoscendone la ritrosia nei confronti degli scontri fisici.

Abbiamo invece scoperto una disciplina che basa il suo essere nell’apprendimento di tecniche difensive e soprattutto sull’importanza di conoscere se stessi.

Questa arte marziale giapponese si chiama Aikido. Continua a leggere

Base Nato. Mtb e misteri

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#Diariodibordo, Data terrestre 15 luglio 2016

Era una giornata calda.

Erano le 11 di una giornata calda di luglio sopra l’abitato di Feglino. Procedevo lungo la strada asfaltata che dal paesino ligure si inerpica in direzione Pian dei Corsi. Erano già un paio d’ore che ero in giro con la mia Rocky Altitude. Ero partito dall’agriturismo “I Lamoi”, poco sopra Finale Ligure, per salire lungo la strada per San Bernardino che abbandonavo, in via degli Alisei, per prendere un sentiero che prima attraversava prati e poi il bosco portandomi alla prima discesa di giornata, la Dolmen; un chilometro e mezzo di un percorso tecnico con fondo di terra e rocce che termina con un rettilineo che immette direttamente sulla provinciale per Feglino.

Abbassavo le ginocchiere, toglievo le gomitiere e con calma iniziavo il mio calvario. Avevo deciso che sarei arrivato alla Base Nato pedalando nonostante non fossi partito presto e ben conscio che non sarebbe stata una passeggiata. Continua a leggere

Giorno 2 – Cirone, Orsaro …

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#Diariodibordo, data terrestre 04 settembre 2016

“Sono stanca!! Quanto camminiamo ancora?”.

Mia nipote Martina me lo chiede mentre addenta il suo panino seduta su una roccia sul Monte Fosco. Siamo arrivati qui dopo essere partiti dal Passo del Cirone e aver attraversato i prati del Tavola. Io, lei, Cinzia e Davide, mio cognato. Continua a leggere