Ferragosto 2017 Giorno 1: Prima al Cusna – immagini e traccia GPS

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#DiariodiBordo, data terrestre 13 agosto 2017

“Tutti questi turisti in infradito qui in montagna mi stanno sul cazzo.
Io direi di rientrare a piedi e di non aspettare il tramonto e scendere con la seggiovia. Anche perché il cavalletto per le foto notturne non l’ho”.

Sono seduto con Cinzia ad un tavolo del rifugio sul Monte Cusna e insieme osserviamo la mappa dei sentieri del appennino reggiano per decidere il da farsi.
“Se noi continuiamo su questo 607 e poi prendiamo il 615 dovremmo arrivare a Rescadore praticamente dove abbiamo la macchina.
Lei mi guarda e poi sorridente mi risponde con il solito “per me va bene”.
Finiamo gli ultimi pezzi di torta, richiudiamo gli zaini e usciamo dalla baita.

“Smettila di guardarli cosi male”. Cinzia mi sgrida, come sempre.
La seggiovia continua a portare in quota turisti che a stento potrebbero camminare sul bagnasciuga. Non riesco a non scuotere la testa davanti a scarpe con il tacco e selfie-stick.

Ci rimane da percorrere ancora un buon tratto di sentiero per arrivare al parcheggio dove abbiamo lasciato la macchina alla mattina, tragitto che non avevamo neanche previsto alla mattina.

Siamo partiti da Febbio Rescadore con l’idea di arrivare per la prima volta alla croce issata sul monte Cusna per poi ridiscendere dopo cena utilizzando la seggiovia che in questo mese di agosto resta aperta sino a mezzanotte.
Fatta acqua alla fonte da cui partono molti tracciati, abbiamo seguito le indicazioni CAI per arrivare al Rifugio Peschiera Zamboni curiosi di scoprire il perché si chiami così; tre simpatici laghetti concentrici in cui vengono allevate trote e carpe che si possono pescare, ci spiegano tutto.
Da li è partita la vera escursione, perché quello che ci attendeva era solo salita sino in vetta. Inizialmente attraversando la fuggita, abbandonata la quale solo pendici erbose sino alla vetta. Una salita lenta e impegnativa che ci ripagata però con scorci verso la pianura padana, le prealpi e giunti in cima ecco che il nostro sguardo poteva spaziare verso il crinale del appennino tosco-emiliano e in lontananza verso il mare.

Unico motivo di sconforto in tanta bellezza la presenza di così tante persone che sembrava di essere a Riccione.

“Guarda, un elicottero del soccorso”. Cinzia mi indica il velivolo giallo e rosso che dalla città sta risalendo verso la cima appena lasciata, mentre con una mano continua ad accarezzare uno dei muli al pascolo.
“Sarà uno dei rimbambiti che è caduto mentre si fotografava. Dai ripartiamo”

Riprendiamo a scendere. Il pomeriggio sta ormai girando verso la sera e tra poco il cielo comincerà a riempirsi di magnifiche tinte rossastro. Abbiamo ancora quasi tre ore di luce e davanti a noi almeno un’ora e mezza di discesa. Poi purtroppo questa splendida prima escursione sul Cusna finirà e finalmente avremo in premio una tavola e una cena.

NOTE SPARSE per chi vorrà rifare il giro.
Come detto noi siamo partiti e arrivati a Febbio (Rescadore)  zona impianti di risalita. Qui c’è una fonte da cui si parte per le escursioni.
Sentieri percorsi (segnaletica CAI): 609, 621, 619, 607, 615
Lunghezza Percorso: 15km
Dislivello: 1140mtUP

Link alla traccia

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