Cartoline di vacanze bagnate

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#DiariodiBordo, data terreste 30 giugno 2017

Guardo il lago seduto sui sassi.
Il vento i porta gli schizzi dell’acqua contro gli scogli. Davanti a me sfrecciano i surfisti aggrappati alla loro vela. Oggi non piove, non ancora almeno, ma il vento che arriva da sud è freddo. Nonostante tutto a Riva la gente si sdraia sul prato per prendere il sole e fare un bagno.
Poco distante da me Cinzia costringe Nicola a giocare alla scena del “Titanic” finendo con il ridere insieme a lui.Mi piace quando lo fanno, perché non sempre ci riescono. Siamo tre testoni che spesso si incaponiscono e finiscono per non riuscire e smuoversi dalle rispettive posizioni, immusonendosi.
Torno a guardare lo specchio d’acqua increspato e lascio libera la mia testa di ripensare agli ultimi cinque giorni. Le nostre ferie. Finalmente in montagna dopo anni di mare.
Abbiamo scelta la Val di Ledro, poco distante dal Lago di Garda ma molto più tranquilla. Un posto verde, un lago piccolo e balneabile circondato dai monti.
Io e Cy con tanta voglia di camminare e perderci nella natura; Niki con l’idea di passare quei giorni cercando di fare la minor fatica possibile.
Il lunedì che siamo arrivati la giornata era bellissima, calda; la passeggiata sino a Pieve e il successivo bagno nel lago rilassanti.
Poi sono stati giorni a schivare le piogge alla ricerca di chiazze di sole. Camminate sospese o con i vestiti da gettare tanto erano fradici. Anche ora che sono qui a prendermi gocce abbandonate dalle onde continuo a guardare il cielo in attesa di vederlo chiudersi nuovamente di nubi pronte a scaricare su di noi il suo umore scontroso.
Cinzia e Nicola stanno tornando da me. Mi alzo e vado loro incontro. Dobbiamo tornare alla macchina per iniziare il viaggio che ci riporterà a casa.
Ancora due giorni e si ritornerà al quotidiano.
Avrei voluto offrire a loro due una vacanza tranquilla, fatta di momenti insieme piena di camminate, riposo e vita insieme, tutte cose che facciamo fatica ad avere quando siamo avvinghiati dalle attività di tutti i giorni.
Non ce l’ho fatta. O forse sono io che non riesco a cogliere dal tempo che abbiamo trascorso vicini, tutta l’energia di cui avrò bisogno per arrivare ai prossimi sette giorni per noi, fra un anno.
Le foto che pubblico questa volta sono solo semplici frammenti, cartoline, attimi che voglio conservare. Sono poche perché ho scattato veramente poco e nel riguardarle scorgo tutta l’ansia di cui non mi sono liberato e che si riflette nell’ovvietà degli scatti.

So long
A.

 

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