Il giro dell’Uomo Morto

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#Diariodibordo, Data terrestre 28 maggio 2017

“Dai momi, ormai siamo in cima!!! anche perché piante non ne vedo più ma solo il cielo azzurro”. Provo a rassicurare Cinzia che ormai la salita è finita.

“Anch’io vedo il cielo, ma mi sembra pieno di stelle”. Lei la butta sul ridere ma so che questo pezzo di percorso l’ha stancata.

Non avevamo mai percorso il tratto di salita che da Lago Scuro porta al crinale dopo il Passo Sasseda e sicuramente non è per turisti improvvisati, anzi. I sassi coperti da uno strato di foglie sono saponette su cui è facile scivolare. Arrivati in cima, però, lo spettacolo è stupendo. Attraversato l’arco di formato dalle piante ci accoglie un cielo turchese e la vista su Lagastrello e la Lunigiana con una lieve brezzolina che ci asciuga il sudore della risalita. Siamo arrivati qui dopo aver parcheggiato a Pratospilla e aver percorso il sentiero CAI 703 che porta prima a costeggiare il Lago Verdarolo e poi Lago Scuro. Ora davanti a noi tutto il sentiero 00.

Mentre mangiamo un panino in vetta al Monte Malpasso, decidiamo come proseguire il resto del giro. Fossimo stati con altri avremmo sicuramente disceso da Sella Canuti verso il Lago Palo per poi rientrare verso la macchina; dato che siamo solo noi due e l’unico nostro vincolo è rientrare non tardi per recuperare Nicola a casa di amici, decidiamo di proseguire sullo 00 con l’obiettivo di rientrare dal sentiero CAI 705 che dal Passo del Giovarello scende alla zona impianti.

In parole povere si è trattato di percorrere il crinale e di scavalcare le vette di Cima Canuti, Monte Bocco e Monte Uomo Morto e, quindi, per noi circa altre 3 ore di camminata. Almeno. Un percorso non semplice dopo una settimana tribolata in cui né io né Cinzia siamo stati bene; non siamo preoccupati perché sappiamo che a casa ci riusciamo a tornare ma un attimo intimoriti dall’idea balzana sicuramente si.

A soccorrerci una giornata bella ma non bellissima, nel senso che spesso le nuvole coprono leggermente il sole, rendendo le temperature decisamente ottimale per una bella camminata.

Ed è così che, tra una sosta per delle foto, per mangiare ancora qualcosa e per dire due stupidate arrivati in cima al Monte Uomo Morto, riusciamo a percorrere tutto l’itinerario rientrando alla nostra macchina stanchissimi ma molto soddisfatti e con l’idea di rifarlo perché vorrei poter corredare queste mie esperienze non solo con le foto, ma anche di una traccia GPS a disposizione di tutti….

So long
A.

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4 pensieri su “Il giro dell’Uomo Morto

  1. Dalle tue parole si evince subito che deve essere stata proprio una bella giornata!!

    Poi arrivano le tue fotografie, così da convincere anche il più scettico!!!

    Davvero coinvolgenti Andrea!!

    Complimenti!😉

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  2. Ciao André, come sempre i tuoi racconti sono fonte di ispirazione…è un bel giro e mi piacerebbe farlo insieme…ma le foto…quelle lasciano senza fiato…complimenti….😉😉😉

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