Giorno 2 – Cirone, Orsaro …

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#Diariodibordo, data terrestre 04 settembre 2016

“Sono stanca!! Quanto camminiamo ancora?”.

Mia nipote Martina me lo chiede mentre addenta il suo panino seduta su una roccia sul Monte Fosco. Siamo arrivati qui dopo essere partiti dal Passo del Cirone e aver attraversato i prati del Tavola. Io, lei, Cinzia e Davide, mio cognato.

“Quello davanti a noi è l’Orsaro. Si pensa di arrivare li, per poi scendere verso Lagdei”. Mia nipote mi guarda perplessa e preoccupata. “Tranquilla, vedrai che ce la farai. Sembra più difficile di quello che è. E poi, non è forse vero che ti ho portata a mangiare in un bel posto?”

“Questo, si”, risponde, “ma faccio fatica!!”.

“Lo so che fai fatica, ma prova a pensare che quello che vedi è il premio allo sforzo. Pensa che tu qui ci sei arrivata, che sei stata bravissima, sino ad ora”. Glielo dico indicando tutta la catena dell’Appennino, all’interno del Parco dei 100 laghi, che si snoda davanti a noi.

“Tranquilla Marty, se ce la fa la zia che ieri pensava di non riuscire a ritornare a casa, tu non avrai problemi.”Cinzia le accarezza la testa e prova a rassicurarla.

“Guarda la, Marty. Li vedi quelle due persone che stanno risalendo quel sentiero, appena fuori dalla parte boschiva? li noti perché sono due macchie colorate appena a fianco di una stretta fila di piante.” “si, le vedo”, mi risponde, “e mi sembrano molto lontane”.
“Ecco, ricordati questa sensazione”.

Chiudiamo gli zaini e ripartiamo, scendendo dalla Foce del Fosco in direzione Orsaro. Procediamo tranquilli, con numerose soste in attesa di Cinzia alla ricerca di funghi. Oggi la vedo stare molto meglio, rispetto a ieri. La crisi per cui non riusciva più a procedere e con la paura di non riuscire a farcela che l’aveva colta vicino ai laghi Sillara è solo un brutto ricordo. Incrociamo la traccia che da sinistra arriva dal sentiero “Maria Luigia” e dopo poco ricominciamo a salire. Superate alcune piante di lamponi, i faggi smettono di farci ombra e davanti a noi inizia una risalita in campo aperto; alla prima sommità chiamo vicina a me mia nipote e la faccio girare a guardarsi indietro.

“Qui dove siamo ora, alcuni minuti fa c’erano due persone con giacche colorate. Noi eravamo su quella sommità là. Vedi che non era poi così lontano?”
Martina si morde un attimo il lato della bocca, lo fa sempre prima di dirmi “hai ragione”.
“Ora guarda. Si riesce a vedere, grosso modo, quello che abbiamo attraversato sino ad ora. Il pendio prima del monte in cui eravamo a mangiare è il Tavola, dove noi torneremo e, dove le montagne tagliano verso sinistra, li c’è il Passo del Cirone, da cui siamo partiti e dove abbiamo la macchina. Adesso, incede, andiamo la dove si nota una struttura sottile; quella è la statua della Madonna che c’è sulla cima del Monte Orsaro. Andiamo?”
“Va bene”, ma non appare troppo convinta.

A passo tranquillo arriviamo sulla vetta, in cui troviamo un gruppo di escursionisti toscani. Facciamo una piccola pausa per riposarci e per goderci lo stupendo panorama tutto attorno. Appennino piacentino, Alpi Apuane, il monte Marmagna, Aquilotto e Aquila, Monte Sillara, lo Sterpara e lo specchio d’acqua del Lago Santo.

Quello che viene dopo è il continuo di una bella giornata che ci vede scendere a Lagdei dal ponte Rotto per poi ritornare alla macchina parcheggiata al Cirone.

Un giro impegnativo ma che mia nipote ha finito con il sorriso, anche se stanco e io son molto orgoglioso di lei.

so long
A.

Giorno 1 : Lagoni, Sillara …

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