Giorno 1: Lagoni, Sillara …

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#Diariodibordo, data terrestre 03 settembre 2016

“Non so se ce la faccio a proseguire. Forse dovremmo tornare indietro.”

Cinzia è seduta su un sasso mentre me lo dice. Nell’ultima mezz’ora se ne era rimasta in silenzio, camminando dietro di me. Le osservo il volto: le gote sono rosse ma è un po’ pallida. I suoi occhi mi dicono che è arrivata una crisi di pressione. La prima dopo varie uscite senza problemi.“Tornare indietro comporterebbe più tempo e alcuni passaggi che, se sei stanca, non so se riusciamo a farli”. Le porgo alcuni biscotti con il cioccolato; di solito gli zuccheri l’aiutano a riprendersi.

Il cielo si è chiuso un poco ma sono nuvole passeggere. Il segnavia CAI in zona Rocca Pianaccia ci dice che i laghi Sillara sono vicini, così come il monte omonimo. Stiamo seguendo il sentiero 711 verso il Lago Verde. Era l’obiettivo di giornata, molto ottimistico dato che siamo partiti da Lagoni, ma a lei sarebbe piaciuto arrivarci e dovevo provare a condurla fino là.

Ripercorro con la mente il tragitto fatto da quando, alle 10 di mattina, abbiamo lasciato alle nostre spalle il rifugio costeggiando il lato est del lago in direzione Rocca Pumaccioletto, dove abbiamo incontrato gli unici altri escursionisti. Un veloce saluto e poi via. La prima vera sosta, per pranzo, alla sella del Pumacciolo dove mangiamo un panino e delle more enormi e squisite, osservando lo spazio appenninico che si apre a noi dal bosco che stiamo lasciando. In lontananza ci arrivano voci e scorgiamo gruppi di persone lungo il crinale. Il seguente tratto di mezzacosta è stato divertente, tra rocce levigate da torrenti che in primavera, probabilmente, si formano con lo scioglimento delle nevi e ci ha offerto uno sguardo sulla Val Cedra di incredibile piacere.

Ora davanti a noi abbiamo il cartello che indica la variante 711C, sentiero che non ho sulla mia cartina ma i picchetti cerchiati di rosso e bianco si notano lungo la salita secca che dovrebbe condurre al Monte Sillara.

“Visto dove siamo arrivati credo sia meglio fare uno sforzo e raggiungere il crinale. Da li in poi il sentiero di ritorno dovrebbe essere più facile dato che ci troveremo già in quota, con poche salite e poi la discesa sino ai Lagoni.”. Provo a tranquillizzarla e a ragionare sulla via più sicura per rientrare. Si starebbe anche bene seduti sull’erba gialla in questo piccolo avvallamento. Sgranocchiamo anche un po’ di frutta secca, beviamo e ridiamo nel riguardare le foto che ho scattato sia con lo smartphone che con la mirrorless.
“Le panoramiche con l’iPhone sono proprio belle, mi piacciono. Credi si possano stampare?”.
“Stampare, si posso stampare.”, le rispondo, “Ma non so dirti che grandezza e in con che qualità”.
Cinzia ci pensa un attimo. “Scegliamone una bella e proviamoci. Mi piacerebbe appenderla in sala”. Vedo che inizia rilassarsi, e sembra comunque contenta di essere arrivata sino a li.

L’aiuto a rialzarsi, rimettiamo in spalla gli zaini e ripartiamo. Una leggera brezza accarezza le pendici rinfrescano una giornata calda, per la stagione. Le nuvole continuano a percorrere la loro strada verso la pianura lanciando a terra giochi di ombre. La risalita non è lunga e con un passo tranquillo riusciamo a riportarci in quota. Lungo il tragitto vediamo i Laghi Sillara e notiamo che c’è gente; uno che pesca, a mosca da come muove la canna in aria, e altri seduti su.
“Sarebbe bello organizzare una camminata con il gruppo delle tue ragazze per un picnic diverso dal solito, ma ora che riusciamo a mettere tutte d’accordo arriverà l’inverno”.
“Probabile”, mi conferma Cy sorridendo.

Arrivati alla cresta, il mare in lontananza non si vede per un leggero velo di foschia. Un saluto alla madonnina e iniziamo a procedere in direzione del monte Paitino. Tengo Cinzia davanti a me per vedere come si muove. Mi sembra che piano piano il suo passo migliori.
“Come va?”, le chiedo. Il suo “meglio” mi tranquillizza. Decidiamo di scendere a Lagoni dal percorso che, dopo un tratto di discesa complicato per le mie ginocchia, costeggia le falesie di arrampicata e le Capanne di Lago Scuro; l’acqua fresca che beviamo alla fontanella è un ristoro godurioso. Decidiamo per una ultima sosta, coricandoci su un costone roccioso che domina sopra ai Laghi Gemini e dividendoci una tavoletta di cioccolato.

Quando arriviamo infine alla macchina, Cinzia ormai si è completamente ripresa anche se è stanchissima .
Il giro è stato lungo ed impegnativo, ma anche stavolta le emozioni e gli scorci che ci ha offerto, ci ritemprano di tutti gli sforzi.

E domani si riparte per il Giorno 2 

So long
A.

 

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Un pensiero su “Giorno 1: Lagoni, Sillara …

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