Solo 5 – 1a Parte

Solo 5 - copertina del racconto

Solo 5 – Versione EPub

Appoggiato al davanzale della finestra, mi godo la leggera brezza che avvolge l’ultimo piano della palazzina rinfrescando una notte di inizio estate. In basso il piazzale è illuminato dalla luce dei lampioni costeggianti il viale alberato su cui transitano ormai poche automobili. Saltuari gruppi di persone percorrono il marciapiedi in sampietrini; sono perlopiù giovani coppie che approfittano del tepore estivo per concedersi qualche minuto supplementare di vita assieme. Aiuole di rose separano il transito dagli automezzi parcheggiati di fronte all’ingresso della costruzione, tutte di persone che stanno faticando e provando nuove esperienze nelle varie stanze di questo piano. Mi chiedo se dal basso si scorgono i lampi che tentano di squarciare il velo nero alle mie spalle. Mi rispondo che con molta probabilità a nessuna delle persone in giro possa interessare minimamente cosa succeda all’ultimo piani di un anonimo palazzo.
Osservo le stelle e mi gusto il senso di tranquillità trasmesso dal silenzio esterno interrotto solo da sporadici passaggi di macchine e dai concerti notturni dei grilli.
Inspiro. Un respiro libero.

♪ ♫ ♪ ♫… Oxygen ! every moment , Oxygen everyday, I can’t live without it, don’t take it away …. ♪ ♫ ♪ ♫

Ossigeno. Lo richiede anche una voce roca attraverso le casse collegate al mio IPod, piccolo sollievo morale per chi occupa lo spazio da cui vorrei fuggire.
Dentro, la stanza è piccola e c’è caldo; un caldo umido che ti si appiccica addosso nonostante l’orologio del campanile abbia già rintoccato ventitré volte; tutto perché a ridosso della finestra è stato messo un fondale in stoffa nera e l’aria non gira, è bloccata.
Un respiro ostacolato. come quello di chi nella stanza deve starci.

♪ ♫ ♪ ♫… losin’cohesion – i’m losin’ my mind / i’m tryin’ to resist it – to stay out of the light / it’s like i’m drowin’ – in the deepest sea / i need to breathe you in …. ♪ ♫ ♪ ♫

Ritorno dall’altra parte del tessuto e subito vengo assalito dal senso di oppressione e dalle luci dei flash da studio.
Guardo Claudia. In questo momento è il suo turno ad essere fotografata.
E’ stanca. Siamo tutti stanchi. Per la seconda sera consecutiva ci troviamo a vivere in questo spazio che sembra diventare sempre più angusto e l’acqua ormai non più fresca fallisce nel tentativo di rinfrescare i nostri corpi stremati da pose sempre uguali, sorrisi finti da esibire a scatti infiniti.
Torno a sedermi nel mio angolo; da qui, se voglio, posso vedere tutto.
La stanza, lunga, stretta, con il bianco delle pareti ormai arresosi all’incuria della gestione statale e illuminata solo parzialmente dalle lampade pilota. Alberto, alto e sottile, instancabile maestro prodigo in consigli per i fotografi alle prime armi. Gli studenti, esploratori capitati in un nuovo mondo che devono fingersi fotografi professionisti con il compito di fotografare per un servizio di moda ma che in realtà cercano di districarsi tra i comandi della macchina e i comandi per i due che si prestano ad essere ripresi tra cui Claudia la quale, nonostante tutto, riesce ancora a sorridere, ad essere spontanea ed è lei a guidare l’impacciato apprendista e non l’opposto.
Ciò che osservo più spesso, però, è la porta di fronte a me, un’ombra nera, rettangolare con solo il contorno disegnato da luce radente. Oltre, altri corsisti stanno cercando di capire come fotografare nature morte, bottiglie colorate, piatti. Io la guardo e penso che non vedo l’ora di poterla attraversare per andare a casa.

♪ ♫ ♪ ♫ … Oxygen ! every moment , Oxygen everyday, I can’t live without it, don’t take it away …. / i need to breath you in … ♪ ♫ ♪ ♫

– Basta con questi pensieri- . per fortuna la musica copre il mio sfogo sussurrato.
Torno a guardarla. Ogni volta mi chiedo come sia riuscita ancora una volta a coinvolgermi in questa follia. Io odio essere qui, fotografato; eppure a lei non riesce a dire di no, mai. E’ quasi superfluo che ci pensi; è così da anni, forse da quando ci conosciamo.
A lei piace fotografare mentre io lo trovo un passatempo noioso.
Mi piace osservare le immagini, però, anche se non perdo certamente giornate a visitare una mostra. Saltuariamente l’ho accompagnata alle riunioni serali settimanalmente organizzate dall’associazione a cui è iscritta. Ho scoperto un mondo curioso e interessante quando al centro delle discussioni ci sono le immagini ma di una noia assoluta quando i discorsi investono la sfera tecnologica, con lei, però, che non vuole perdersi nemmeno una sillaba.
Forse sono io che non capisco.

♪ ♫ ♪ ♫… Oxygen ! every moment , Oxygen everyday, I can’t live without it, don’t take it away …. / i need to breath you in – over and over again … ♪ ♫ ♪ ♫

So solo che nuovamente mi tocca sopportare lo strazio di dover essere fotografato per due sere di fila. Ricordo ancora la pausa di metà mattina dell’anno scorso quando Claudia me lo comunicò; disse “Sai, ieri sera al circolo abbiamo deciso di allestire un set di ritratto in cui far provare i corsisti e qualcuno ha giustamente detto che sarebbero serviti dei modelli e ha chiesto se ci fossero dei volontari”; avevo avvertito un brivido prima ancora di sapere che lei alzò la mano e propose – se volete posso farlo io e Andrea mi darà sicuramente una mano- . Improvvisamente il bombolone al cioccolato che mangiavo divenne amarissimo.

♪ ♫ ♪ ♫ … my pulse racin’ – my heart in a spin / i need to see you darlin’ / cuz you ‘re my oxygen … ♪ ♫ ♪ ♫

sicuramente….
Avevi già deciso per tutti e due, nonostante tu sapessi quanto io sia a disagio con l’occhio curioso di un obiettivo a scrutarmi; impacciato, un poco anche violato quando mi trovo avvolto dalla luce violenta dei lampeggiatori e oltre è solo tutto buio. Conoscendoti sono sicuro tu l’abbia fatto proprio perché lo sai. Dispettosa.

♪ ♫ ♪ ♫ … Oxygen ! every moment , Oxygen everyday, I can’t live without it, don’t take it away …. / i need to breath you in … Oxygen ! every moment , Oxygen everyday, I can’t live without it, don’t ta … ♪ ♫ ♪ ♫

Quando dal telefonino di Alberto esce la melodia di un noto telefilm, so che è l’ora del cambio.
Metto in pausa la musica per un piccolo momento di tranquillità.

Continua ….

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