Questa mia riflessione verte sul tema dell’educazione e sul rispetto per gli altri.

Tra gli aspetti del vivere insieme che stanno andando a perdersi tra i nostri contemporanei, vi è proprio il concetto di educazione.

Capita sempre più spesso di assistere ad avvenimenti che dimostrano come il rispetto per l’altrui persona sia un patrimonio che va a perdersi.

Non solo i notiziari riportano in continuazione scene di povertà intellettiva tra i giovani (concetti come bullismo sono errati, si tratta di semplice violenza) ma dimostrano anche carenze in quelle entità che dovrebbero fungere da esempio quali i genitori.

Dico questo non pensando a grandi accadimenti ma pensando ai piccoli fatti quotidiani, riscontrabili anche in piccoli paesi come quelli in cui vivo.

Prendo due esempi a supporto.

Una domenica pomeriggio di qualche mese fa, Parma è stata messa a ferro e fuoco da alcune centinaia di “tifosi” della squadra ospite. Il caso è particolare perché:

primo i tifosi non avrebbero dovuto esserci in quanto la trasferta era vietata,

secondo hanno arrecato danni ad un asilo in quanto “pensavamo facesse parte dello stadio”; non sapevo che negli stadi italiani fosse previsto un angolo bambini con scivoli, giostre eccetera.

Senza entrare nel merito della dichiarazione, mi è piaciuto leggere i giudizi di alcuni del paese che giustamente condannavano l’accaduto. Alcuni di essi, però, li ho visti inveire verso arbitri ed avversari dei loro figli in partite di campionati giovanili.
Mi chiedo: quante possibilità ci sono che i figli di questi ultimi possano un domani essere i teppisti della domenica?

Altro esempio. Mi è capitato di essere spettatore ad un incontro presso il cinema del mio paese organizzato per registrare un dibattito sul terrorismo italiano.Tralascio considerazioni sulla serata per un altro post.

Ciò su cui vorrei porre l’accento è l’atteggiamento di alcuni partecipanti.

Prima dell’inizio delle riprese fu rischiesta una unica cortesia: spegnere i telefonini. Questo per due ragioni: una comportamentale (il trillo del telefono è odioso) e uno tecnico (le onde radio dei telefonini disturbano le onde radio dei microfoni).

Ebbene si sono visti non solo telefonini accesi, ma gente che inviava messaggini!!!!.

Conseguenza: enormi problemi per gli organizzatori a far funzionare in modo corretto la loro attrezzatura.
Dubbio: quante probabilità ci sono che i figli di questi maleducati poi a scuola tengano accesi i loro apparecchi (di cui non necessiterebbero neppure) e facciano i filmatini per YouTube?